Lo smaltimento dei rifiuti alimentari

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Lo smaltimento dei rifiuti alimentari

Come avviene lo smaltimento dei rifiuti alimentari?

Lo scarto del cibo può avere un impatto estremamente diversificato, a seconda della quantità prodotta e del modo in cui lo si tratta; in alcuni paesi la quantità di rifiuti alimentari è trascurabile e ha un basso impatto. In paesi come gli USA e il Regno Unito, comunque, l’impatto sociale, economico, ambientale dei rifiuti alimentari è enorme.

Nel Regno Unito, 6,7 milioni di tonnellate all’anno di cibo sprecato (cioè cibo acquistato e commestibile, ma buttato via) equivalgono ad un costo di 10,2 miliardi di sterline l’anno. Questo si traduce in un costo che va dalle 250 alle 400 sterline l’anno per ogni famiglia britannica.

Lo scarto alimentare procapite annuo in Nord America nel 1918 era quantificato tra i 45 e i 90 kg, provenienti per la maggior parte da abitazioni private, quantità che al giorno d’oggi avrebbe scarsa rilevanza.

Uno studio del 2004 dell’Università dell’Arizona, ha rivelato che il 14-15 % del cibo commestibile americano rimane intatto o confezionato, tale quantità corrisponde a 43 miliardi di dollari di cibo commestibile ma sprecato.

Pertanto, la prima norma da seguire, è quella di non sprecare, ma per quanto riguarda gli scarti alimentari “veri e propri”, come gli altri tipi di rifiuti, essi possono essere gettati via, o dati in pasto agli animali (tipicamente ai suini), o possono essere smaltiti tramite biodegradazione attraverso il metodo del compost o quello della digestione anaerobica per poi essere riutilizzati per arricchire il terreno.

Gettando i rifiuti alimentari in discarica si causano gravi danni ambientali. Per quantità, sono la più grande causa di creazione di gas metano. Durante la decomposizione causano cattivi odori, attraggono parassiti e insetti e hanno la capacità di aumentare la domanda biochimica di ossigeno (BOD) del percolato. La direttiva Europea relativa alle discariche a alla regolamentazione dei rifiuti, come in altri paesi, invita a separare i rifiuti organici rispetto a quelli che andranno genericamente raccolti nelle discariche per questa ragione.

I rifiuti alimentari possono anche essere trasformati in compost a casa, evitando completamente la raccolta centralizzata e alcune istituzioni locali hanno deciso di sovvenzionare i sistemi di raccolta di compost domestici. Tuttavia sembra che la parte di popolazione disposta a smaltire i rifiuti in questo modo sia alquanto esigua.

La digestione anaerobica produce anche alcuni utili prodotti gassosi e un materiale solido fibroso “compostabile”. Un’altra funzione che possono svolgere gli impianti di digestione anaerobica è quella di creare energia dai rifiuti bruciando il gas metano prodotto dagli scarti alimentari producendo di fatto elettricità, riducendo i costi della centrale stessa e riducendo le emissioni di gas serra.

I rifiuti alimentari che arrivano nelle fognature attraverso i tritarifiuti sono trattati con altri liquami e vanno a comporre sostanze fangose.

[fonte wikipedia]

 

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